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Casa della Progettazione

EDIZIONE MAGGIO-GIUGNO 2016

8 giugno 2016 – L’importanza del “buon progettare” per le fondazioni bancarie”.

Dialogo con Antonella Ricci, responsabile dell’Area Politiche Sociali della Compagnia di San Paolo e Franco Becchis, direttore scientifico della Turin School of Local Regulation

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L’importanza del “buon progettare” per le fondazioni bancarie”

Progettare nel sociale significa realizzare qualsiasi idea o progetto:
  • in un contesto fatto di persone che hanno idee, rappresentazioni, mappe mentali, sentimenti, desideri e sogni;
  • su un territorio in cui si stanno realizzando o vi sono stati progetti che hanno prodotto impatto generando valore sociale.
Un progetto non può prescindere dalle persone che sono toccate da un bisogno e dalle persone che operano sullo stesso.

Proprio per questo è importante affermare che il progettare non coincide con un formulario bensì con un processo che consta di fasi e di strumenti, utilizzati insieme alle persone che sono coinvolte nel progetto. Il progettare sociale è un’ esperienza che viene intrapresa insieme ad altri, cercando di immaginare un futuro possibile, pensabile, realizzabile e sostenibile nel tempo.

Progettare significa anche pensare che quello che sto facendo oggi ha legami con il passato, con ciò che è avvenuto e è stato fatto e produrrà effetti (impatto sociale) che dureranno nel tempo, al di là delle nostre capacità di percepirlo; significa anche cercare di capire la natura di queste relazioni. Significa pensare che le idee e i progetti nascono all’interno di un’appartenenza a un contesto, a dei bisogni, ad una cultura, ad un sistema di relazioni: per questo il progetto si realizza tra la gente e non al di sopra della gente.

Il progettare porta in sé il senso e il valore dell’incontro con l’altro, il senso e il valore della speranza, di un agire generativo che produce cambiamenti, “novità”, vivacità. Non c’è progetto senza desiderio: se non c’è desiderio, difficilmente le cose si realizzano, si muovono, cambiano. Se la passione e il desiderio non vengono vivificati, “curati” le persone si spengono.

Tutti questi elementi sono di fondamentale importanza per una fondazione bancaria. Dialogando con la Compagnia di San Paolo approfondiremo quali siano gli elementi chiave per la scelta di un progetto da finanziare, come analizzare l’impatto generato da quest’ultimo, il significato della sua sostenibilità, le principali caratteristiche di “cattivo progetto”  e i rischi che un progettista affronterà nel relazionarsi con una fondazione, prima e dopo l’aver ottenuto un contributo. Tutti questi aspetti verranno anche approfonditi con la Turin School of Local Regulation con l’analisi di alcune buone pratiche.

20 maggio 2016 – Scrivere un progetto: la progettazione sociale e le strategie testuali.

Dialogo con Antonio Finazzi, presidente di APIS e membro del Comitato d’Indirizzo dell’Accademia

seminario in collaborazione con l’Associazione Italiana Progettisti Sociali APIS

www.progettistisociali.it

Scrivere un progetto: la progettazione sociale e le strategie testuali

Un progetto, oltre a essere un documento scritto, è in tutto e per tutto un atto linguistico. Un modo per trasmettere al nostro potenziale finanziatore un’idea concisa e chiara della nostra iniziativa, articolata nei suoi elementi essenziali…

(perché prendiamo questa iniziativa, in vista di quali obiettivi e risultati, con quali strategie e attività, che risorse economiche ci occorrono per realizzare il nostro piano, quante persone saranno coinvolte, come lo governeremo e terremo sotto controllo…)

affinché possa comprenderne la logica, i contenuti, i risultati e il valore sociale generato. 

Molto spesso, però, utilizziamo la lingua italiana in modo piuttosto distante dal parlato, riempiendo il testo di giochi linguistici, di usi letterari e/o di parecchi prestiti dall’inglese che non sempre agevolano l’immediata comprensione. In più tendiamo a piegarci a stili comunicativi che ingarbugliano molto le cose , trasformando costantemente, come scriveva Calvino, la lingua in un’antilingua inesistente:

Ogni giorno, soprattutto da cent’anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell’antilingua.

La chiarezza e l’efficacia espositiva è una competenza fondamentale nel progettista sociale, da non trascurare. La migliore idea, mal posta o mal esposta, rischia di non vedere mai la luce.

Durante il seminario “Scrivere un progetto. Seminario su progettazione sociale e strategie testuali” affronteremo il ruolo del “lettore” e delle sue competenze nella costruzione di una strategia testuale: l’importanza di identificare e mettere in gerarchia i contenuti, la scelta di uno stile comunicativo e di un lessico, alcuni accorgimenti di pragmatica del testo per evitare che il progetto sia un “messaggio in una bottiglia”, affidato a una deriva che non possiamo controllare.