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Il progettista sociale

Chi è il progettista sociale?

«… È una persona capace non solo di realizzare progetti sociali ma anche di idearli e renderli sostenibili, applicando metodi di project management mutuati dal profit… ». Nell’immaginario collettivo il progettista sociale è la persona che, indipendentemente dalle conoscenze specifiche del bisogno sul quale è chiamato a intervenire, possiede competenze tecniche relative all’azione del progettare. Per realizzare un buon progetto deve dotarsi di metodo e di strumenti, elementi chiave anche per coloro che operano in un soggetto for profit. Al progettista si chiede di saper concretizzare un’idea e renderla una reale possibilità di cambiamento. Molto spesso, però, la spasmodica attenzione agli strumenti lascia in secondo piano gli obiettivi e i metodi di progettazione. Nella progettazione sociale gli strumenti teorici e le metodologie devono adattarsi alle specificità del settore. Non sono sufficienti solo le esperienze acquisite sul campo (“il fare”) oppure la semplice applicazione di metodologie (“il sapere”). Occorre promuovere un “saper fare” attraverso il quale analizzare il contesto in cui opera l’organizzazione, la sua genesi, le successive trasformazioni organizzative e, soprattutto, i bisogni sui quali si intende intervenire. Occorre definire gli obiettivi del progetto e il suo impatto sui beneficiari, ascoltare i volontari e gli altri operatori coinvolti. Occorre infine individuare e analizzare gli stakeholders dell’iniziativa e dell’organizzazione, sapere scegliere e utilizzare gli strumenti di progettazione più adeguati. Questi ultimi hanno una grande rilevanza sia nelle fasi di costruzione sia in quelle di gestione del progetto. Tutti elementi che fanno del progettista sociale una professione, non solo una predisposizione personale.
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