Il 2019 inizia con un nuovo grande risultato: 58 soci! Fra rinnovi e new entry, si annoverano 29 soci ordinari e 29 soci in formazione attivi nei vari team dell’Associazione.

Il boom più rilevante è quello dei soci in formazione: si calcola un incremento del 362% (rispetto al 2017) degli under 35 che hanno scelto Accademia come palestra di competenza. Un numero importante  e un patrimonio di inestimabile valore per tutti. Infatti, il coinvolgimento crescente degli under 35 è uno dei principali obiettivi associativi insieme al loro arricchimento di competenza nel far  propri i metodi di gestione della complessità e lo sviluppo di una mentalità e visione progettuale.

Come entrare nel mondo Accademia?

Vi sono più opzioni… Affinché vengano soddisfatte più necessità ed interessi:

Inoltre, puoi contattare il Punto d’Orientamento per interfacciarti direttamente con chi di Accademia possa orientarti all’interno delle innumerevoli opportunità di sviluppo!

Uni.To – corso di laurea di Politiche e Servizi Sociali e Accademia hanno avviato, martedì 23 Marzo, il primo di due laboratori che accompagnerà gli studenti nello sviluppo di una mentalità e una visione progettuale che consentirà loro di trasformare un’idea in un progetto sostenibile nel tempo. Attraverso l’apprendimento dei fondamenti della progettazione sociale individueranno le modalità più adatte a sviluppare competenze trasversali utili ad entrare nel mondo del lavoro, profit o non profit.

Dove: Campus Uni.To.

Durata: ogni laboratorio di complessive 16 ore suddivise in n. 4 incontri: 4h teoriche e di inquadramento e 12h progettazione pratica accompagnati da un mentor e un tutor di Accademia.

Partecipanti: n. 12 ragazzi  con tirocinio attivato ℅ enti partner dell’Università”Uni.To”.

Giovedì 28 febbraio, a Open Incet, Accademia ha raccontato il suo modello, alla presenza di  30 organizzazioni del Terzo Settore e di 60 innovatori under 35, all’interno di “Competenze per l’innovazione sociale”, programma promosso dalla Fondazione Giacomo Brodolini con il contributo della Compagnia di San Paolo.

Federico Maggiora  ha illustrato come la progettazione e l’innovazione sociale siano volano per lo sviluppo delle imprese e come il cambiamento della società e delle organizzazioni sia un elemento chiave per lo sviluppo delle competenze trasversali dei giovani, nonché opportunità di nuova occupazione. Una carrellata stimolante e piena di innovazione, in quanto sono emersi tutti i contorni di quella che possiamo definire una vera e propria rivoluzione progettuale delle metodologie, dei processi, delle relazioni e delle reti all’interno degli ecosistemi sociali.

I giovani innovatori hanno raccolto le suggestioni e stimolato il confronto interrogandosi sul ruolo degli open badge per il riconoscimento delle competenze di cui sopra, sui modelli di finanza d’impatto che sottendono questa rivoluzione e sulle ibridazioni delle forme giuridiche e organizzative che nascono grazie a essa. Al centro di tutto… La gestione della complessità e del cambiamento!

Un ulteriore tassello verso la piena attestazione del mantra dell’Accademia, ovvero che: Progettazione e innovazione sociale sono una vera e propria palestra di competenza per i giovani”.

Parole come sostenibilità, equità sociale, integrazione, contaminazione, competenza, innovazione stanno sempre diventando più difficili, ma allo stesso tempo importanti da inquadrare e comprendere. Progettazione e innovazione sociale sono sicuramente anche alcuni principali volani per gestire il cambiamento anche nelle imprese, non solo profit.

È in questo contesto che l’Accademia Maurizio Maggiora  è stata coinvolta nell’organizzazione del secondo incontro del ciclo di eventi “Le serate di Project Management 2019”, dal titolo “La Progettazione Sociale al Polo del ‘900”, tenutosi il 25 febbraio.

L’obiettivo dell’incontro è promuovere la progettazione sociale“per costruire ponti fra dimensioni diverse della società, avvicinando la Generazione Z, i Millennials a comunità di pratica, designer, esperti di tecnologia, di territorio è necessaria l’applicazione di modelli ibridi. Sviluppare concretezza, metodo e esperienza attraverso ricerca, sviluppo e utilizzo di differenti metodologie, dal project management al design thinking e al service design.”

Il ciclo di eventi è stato organizzato dalla Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, in collaborazione con la Commissione Ingegneri per l’Innovazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, con il patrocinio del Project Management Institute Northern Italy Chapter.

L’Accademia di Progettazione Sociale Maurizio Maggiora affronta una nuova e stimolante sfida come esperto tecnico della Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD), individuata dalla Fondazione CRT come partner per realizzare un percorso formativo dedicato agli Enti del Terzo settore piemontesi per rafforzare i loro metodi di progettazione sociale. Tale percorso accompagnerà alla “cultura del cambiamento” circa 200 organizzazioni che in sei edizioni si avvicenderanno, da fine febbraio a metà aprile, tra Torino, Cuneo e Vercelli.

Un vero e proprio mentoring esperienziale che spazierà dall’analisi di casi concreti all’ABC della progettazione, concentrandosi sulle logiche della valutazione, toccando, infine, la pianificazione e il monitoraggio progettuale.

Un’attenzione particolare sarà, infatti, dedicata alla valutazione attraverso l’analisi degli ambiti in cui applicarla, un glossario e lo studio di indicatori. L’importanza di un’attenta valutazione permette di porre dei correttivi in corso d’opera. Ma non solo: la valutazione dei risultati – e la loro rendicontazione – consente di comunicare a tutti gli stakeholder dell’Ente (dalla Pubblica Amministrazione, ai donatori, ai beneficiari dell’intervento) il valore generato dal progetto. Rafforzare la consapevolezza dell’organizzazione: un punto di forza, non una delle tante attività da realizzare per partecipare a un bando! Non si tralascia l’importanza di fare rete come elemento di consolidamento del valore generato non solo dal progetto.

Accademia accoglie questa opportunità, conscia dell’importanza che il rafforzamento della “cultura del cambiamento” nel non profit sia la base di partenza per la creazione di una vera e propria “progettazione sociale 2.0”.