Il percorso formativo dedicato alle ONP Piemontesi (di cui avevamo già parlato qualche tempo fa) è giunto alla sua conclusione da qualche tempo, ma è stato un grande risultato per tutti i partecipanti.

Ci raccontano la loro esperienza due persone strettamente coinvolte nel percorso formativo.

Si parte con Giovanni Ferrero, Vice Presidente e Direttore della  Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD).

Considerata la tua esperienza in CPD, come è stato entrare in contatto con Accademia?
Era una   realtà già conosciuta a CPD?

Conoscevamo già Federico Maggiora, che in passato aveva lavorato in Consulta come progettista, ma questa è stata la prima esperienza avuta direttamente con Accademia.
Entrare in contatto con la vostra realtà è stato interessante: siete stati in grado di capire le esigenze, non solo legate alla progettazione, ma anche su indicatori e impatto sociale. Le organizzazioni coinvolte si sono ritenute soddisfatte dal punto di vista della didattica e della docenza, composta da Federico Maggiora, Gabriella Garbarino e Cinzia Blasi

L’esperienza di Vivo Meglio ha apportato delle novità per CPD? Quale apporto reciproco fra Accademia e CPD?

Bene o male la materia affrontata era già conosciuta. Sicuramente il confronto è sempre fonte di arricchimento. Aver coinvolto Accademia in questo percorso formativo ha sicuramente dato valore aggiunto ed apportato ulteriore prestigio a CPD, aumentandone la credibilità.

Ritieni che il confronto con altre realtà sia fonte di stimoli, per quanto riguarda la gestione del cambiamento anche a fronte dei cambiamenti degli ultimi anni nel Terzo Settore?

Sulla riforma, siamo in attesa tutti di capire il da farsi. Sicuramente con Accademia si è visto il cambiamento del mondo del non profit: c’è una presa di coscienzasul tema del cambiamento, cercando di andare oltre le prospettive di operatività tradizionalidel non profit, in favore di una maggiore sostenibilità degli Enti. È interessante essere attori protagonisti con Accademia: il percorso non finirà qui, si andrà avanti coinvolgendo Accademia in altre attività.

Come mai scegliere proprio Accademia?

Perché non è così “strutturata” come altre realtà: è un laboratorio che si mette sotto per andare incontro alle esigenze del committente e realizzarle. È una struttura flessibilee dinamica che ha strutturato in maniera innovativa un percorso nuovo come quello che abbiamo percorso insieme. Non era un compito semplice. Grazie alla sua dinamicità, Accademia è riuscita a calarsi nella parte rispetto alle esigenze del committente.

È solo l’inizio. Accademia ha saputo cogliere bene questa opportunità: essere docenti di un piano didattico sull’accrescimento modo progettare del non profit è un bel biglietto da visita. È stato un bel lavoro di squadra.

L’Accademia diventerà socio di CPD, entrando a far parte della famiglia.

Adesso è il turno di Gabriella Garbarino, Referente dell’Area Competenza di Accademia Maurizio Maggiora.

Chi di Accademia è stato coinvolto nel percorso formativo?

Sono stati coinvolti, oltre me, Federico Maggiora e Cinzia Blasi. Cinzia è stata una collaboratrice esterna, ma la conoscevamo già: aveva partecipato ai percorsi di Mentoring, sia ilpercorso base che il percorso evoluto. Le sue conoscenze professionali di progettista, unite a quanto appreso in Accademia, sono state di vitale importanza per questa attività. Mettendole insieme, è riuscita ad essere molto valida durante tutto il percorso fatto insieme a CPD.

La collaborazione tra di noi è stata valida e sinergica, a favore di un’uniformità di tutte le edizioni.

Si è trattato di una novità nel bagaglio esperienziale di Accademia?

Sì, per Accademia è stata un’attività diversa dal solito, perché anche settoriale oltre che legata al non profit.

Quale è stato il maggiore intento di Accademia in questo percorso?

Nell’ottica di Accademia, occorre acquisire delle competenze progettuali in modo da non subordinare la realizzazione dei propri progetti all’uscita di bandi: conoscere la progettazione attraverso una formazione continua,”produrre i propri bandi” e cercare in maniera indipendente le risorse per metterli in atto, producendo valore e coinvolgendo la società. L’intento è stato quello di portare le organizzazioni coinvolte oltre l’ottica bando-centrica.

Come sono stati i diversi gruppi incontrati? A quale livello di crescita sono giunti?

È difficile dirlo. Alcune organizzazioni erano più grandi, altre più piccole. Anche le realtà cittadine di provenienza (Torino, Cuneo e Vercelli) erano molto diverse. Alcuni degli argomenti di cui ci si è occupati sono stati una vera e propria scoperta per qualcuno. La maggioranza ha reputato utile l’iniziativa, portando all’attenzione lagestione del cambiamento nel settore non profit.

Il vantaggio e beneficio maggiore è stato tratto da chi non conosceva bene la progettazione ed ha ben assorbito gli argomenti trattati, ma anche da chi già ne aveva un’idea. Queste iniziative servono a livello di crescita, sia professionale che personale.

Gabriella, hai trovato personalmente arricchente questo percorso?

Sì, assolutamente. Mi ha dato la consapevolezza che, purtroppo, non tutti hanno idea di cosa sia la progettazione. Certo, alcune organizzazioni possono non avere le forze di perseguire le proprie finalità senza inserirsi nelle logiche dei bandi. Altre ancora, credono che i bandi ci saranno sempre. Ma ciò che è più utile è che si sappia che non esistono solo i bandi ed anzi, conoscere la progettazione è una marcia in più: se so progettare, posso avere maggiore indipendenza.

Si ringraziano gli intervistati per il loro contributo.

Per il quarto anno consecutivo, l’Accademia Maurizio Maggiora terrà dei laboratori sul tema della gestione del cambiamento sociale attraverso la progettazione sociale, in partnership con l’Università degli Studi di Torino con il Corso di laurea in Educazione Professionale.

Quest’anno, il laboratorio “Produrre cambiamento con la progettazione sociale” si terrà nella sede di Palazzo Nuovo: cinque incontri di quattro ore ciascuno, di orientamento teorico-pratico, in cui si cimenteranno ben 12 gruppi di studenti del Corso di laurea in Educazione Professionale. I laboratori, che si terranno tra maggio e giugno, sono stati preceduti dalla presentazione del percorso tenutasi il 29 aprile.

Alla fine degli incontri i ragazzi saranno in grado di presentare una soluzione, un servizio o un prodotto individuato in risposta alle tematiche proposte da Uni.To: disabilità, salute mentale, accoglienza migranti, tenendo conto delle nuove normative nazionali e regionali.

Uni.To – corso di laurea di Politiche e Servizi Sociali e Accademia hanno avviato, martedì 23 Marzo, il primo di due laboratori che accompagnerà gli studenti nello sviluppo di una mentalità e una visione progettuale che consentirà loro di trasformare un’idea in un progetto sostenibile nel tempo. Attraverso l’apprendimento dei fondamenti della progettazione sociale individueranno le modalità più adatte a sviluppare competenze trasversali utili ad entrare nel mondo del lavoro, profit o non profit.

Dove: Campus Uni.To.

Durata: ogni laboratorio di complessive 16 ore suddivise in n. 4 incontri: 4h teoriche e di inquadramento e 12h progettazione pratica accompagnati da un mentor e un tutor di Accademia.

Partecipanti: n. 12 ragazzi  con tirocinio attivato ℅ enti partner dell’Università”Uni.To”.

Giovedì 28 febbraio, a Open Incet, Accademia ha raccontato il suo modello, alla presenza di  30 organizzazioni del Terzo Settore e di 60 innovatori under 35, all’interno di “Competenze per l’innovazione sociale”, programma promosso dalla Fondazione Giacomo Brodolini con il contributo della Compagnia di San Paolo.

Federico Maggiora  ha illustrato come la progettazione e l’innovazione sociale siano volano per lo sviluppo delle imprese e come il cambiamento della società e delle organizzazioni sia un elemento chiave per lo sviluppo delle competenze trasversali dei giovani, nonché opportunità di nuova occupazione. Una carrellata stimolante e piena di innovazione, in quanto sono emersi tutti i contorni di quella che possiamo definire una vera e propria rivoluzione progettuale delle metodologie, dei processi, delle relazioni e delle reti all’interno degli ecosistemi sociali.

I giovani innovatori hanno raccolto le suggestioni e stimolato il confronto interrogandosi sul ruolo degli open badge per il riconoscimento delle competenze di cui sopra, sui modelli di finanza d’impatto che sottendono questa rivoluzione e sulle ibridazioni delle forme giuridiche e organizzative che nascono grazie a essa. Al centro di tutto… La gestione della complessità e del cambiamento!

Un ulteriore tassello verso la piena attestazione del mantra dell’Accademia, ovvero che: Progettazione e innovazione sociale sono una vera e propria palestra di competenza per i giovani”.

Parole come sostenibilità, equità sociale, integrazione, contaminazione, competenza, innovazione stanno sempre diventando più difficili, ma allo stesso tempo importanti da inquadrare e comprendere. Progettazione e innovazione sociale sono sicuramente anche alcuni principali volani per gestire il cambiamento anche nelle imprese, non solo profit.

È in questo contesto che l’Accademia Maurizio Maggiora  è stata coinvolta nell’organizzazione del secondo incontro del ciclo di eventi “Le serate di Project Management 2019”, dal titolo “La Progettazione Sociale al Polo del ‘900”, tenutosi il 25 febbraio.

L’obiettivo dell’incontro è promuovere la progettazione sociale“per costruire ponti fra dimensioni diverse della società, avvicinando la Generazione Z, i Millennials a comunità di pratica, designer, esperti di tecnologia, di territorio è necessaria l’applicazione di modelli ibridi. Sviluppare concretezza, metodo e esperienza attraverso ricerca, sviluppo e utilizzo di differenti metodologie, dal project management al design thinking e al service design.”

Il ciclo di eventi è stato organizzato dalla Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, in collaborazione con la Commissione Ingegneri per l’Innovazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, con il patrocinio del Project Management Institute Northern Italy Chapter.